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| Vista aerea dei tre impianti di Ivanpah; fonte: Wikipedia. |
lunedì 22 settembre 2014
Ivanpah e gli uccelli arrosto
Le centrali solari a concentrazione che hanno avuto più successo si dividono in due categorie: quelle con ricevitori parabolici, dove la radiazione solare viene concentrata su chilometri di tubazioni nelle quali scorre un fluido vettore apposito; e quelle a ricevitore centrale, dove un unico grande serbatoio posto ad altezza elevata viene riscaldato dai raggi riflessi dagli specchi posti a terra.
L'impianto di Ivanpah - in realtà tre installazioni distinte anche se adiacenti per un totale di 377 MW netti - entrato in funzione quest'anno è del secondo tipo; diversamente da altre centrali non prevede l'uso di sali fusi per accumulare in qualche misura l'energia assorbita durante le ore diurne, ma ha come particolarità quella di usare alla fine del ciclo termodinamico uno scambiatore ad aria per condensare il vapore che è passato in turbina, con notevole risparmio sul consumo d'acqua (che comunque va usata per pulire regolarmente gli eliostati) rispetto ad una soluzione tradizionale. Sembrerebbe quindi avere tutte le carte in regola per essere definito "environmentally friendly"; purtroppo sembrano essere sorti dei problemi collaterali imprevisti.
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martedì 6 agosto 2013
Statistiche sull'energia elettrica in Italia
L'uscita del nuovo rapporto di Terna contenente i dati statistici sull'energia elettrica rappresenta l'occasione per vedere cosa è successo negli ultimi 5 anni; la potenza installata in impianti a fonti rinnovabili inizia a farsi sentire, e se sì, con quali effetti?
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lunedì 6 maggio 2013
Il ritorno del carbone
E' sicuramente il più odiato dei combustibili fossili usati, ma sembra sia difficile riuscire a tenere in piedi i mercati elettrici senza di lui; se si escludono gli USA - dove al momento soffre della concorrenza con il gas naturale in una sfida dagli esiti ancora incerti e con caratteri peculiarmente nazionali - il resto del mondo ne brucia in quantità sempre maggiori.
Cina e India lo hanno da sempre privilegiato per il basso costo: la prima da sola ha aggiunto 55 GW di centrali nel 2011, la seconda cerca di aumentare la produzione domestica per limitare le importazioni nel tentativo di soddisfare una domanda che eccede l'offerta di circa il 10% nelle ore di maggior consumo.
Cina e India lo hanno da sempre privilegiato per il basso costo: la prima da sola ha aggiunto 55 GW di centrali nel 2011, la seconda cerca di aumentare la produzione domestica per limitare le importazioni nel tentativo di soddisfare una domanda che eccede l'offerta di circa il 10% nelle ore di maggior consumo.
martedì 16 aprile 2013
Le correzioni nelle statistiche di Terna
A volte bisogna essere tenaci.
Terna ha oggi reso disponibile online il nuovo documento con il dettaglio dei carichi orari per l'anno 2011 con una errata corrige riferita al 21 Dicembre: ora i totali sono congruenti e il grafico ha un aspetto leggermente diverso.
Ringrazio l'ingegner Claudio La Ianca, responsabile dell'ufficio Statistiche e Bilanci Energia, per aver trovato il tempo di rispondermi e di interessarsi alla segnalazione.
Terna ha oggi reso disponibile online il nuovo documento con il dettaglio dei carichi orari per l'anno 2011 con una errata corrige riferita al 21 Dicembre: ora i totali sono congruenti e il grafico ha un aspetto leggermente diverso.
Ringrazio l'ingegner Claudio La Ianca, responsabile dell'ufficio Statistiche e Bilanci Energia, per aver trovato il tempo di rispondermi e di interessarsi alla segnalazione.
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mercoledì 3 aprile 2013
Gli errori nelle statistiche di Terna
Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale, pubblica sul suo sito una serie di statistiche in forma aggregata (altri dati interessanti si trovano sotto altre pagine, ad esempio dispacciamento e transparency report); fra le varie sezioni sono stato incuriosito in particolare da quella riferita ai carichi orari, che Domenico Coiante ha usato in un suo recente e interessante articolo.
In queste pagine viene riportata la curva di durata della potenza oraria richiesta, ma soprattutto sono disponibili con dettaglio orario le potenze lorde prodotte (da tradizionale e da altre fonti), quelle assorbite, gli scambi con l'estero e la richiesta di rete. Ovviamente la somma di potenza netta e scambio con l'estero dà come risultato la richiesta di rete, e la potenza netta è ricavabile dalla sottrazione di quanto assorbito da ausiliari e usato per pompaggi dalla totale potenza lorda. Può sembrare complicato ma in realtà è molto semplice, come si osserva nella tabella sottostante, la riga 13 del 19 Gennaio.
In queste pagine viene riportata la curva di durata della potenza oraria richiesta, ma soprattutto sono disponibili con dettaglio orario le potenze lorde prodotte (da tradizionale e da altre fonti), quelle assorbite, gli scambi con l'estero e la richiesta di rete. Ovviamente la somma di potenza netta e scambio con l'estero dà come risultato la richiesta di rete, e la potenza netta è ricavabile dalla sottrazione di quanto assorbito da ausiliari e usato per pompaggi dalla totale potenza lorda. Può sembrare complicato ma in realtà è molto semplice, come si osserva nella tabella sottostante, la riga 13 del 19 Gennaio.
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lunedì 4 febbraio 2013
Fotovoltaico e idroelettrico: un matrimonio che s'ha da fare?
La potenza fotovoltaica installata in Italia ha raggiunto da pochi giorni la soglia dei 17 GW (quella allacciata in grado di produrre è leggermente inferiore): un risultato che appare straordinario se si pensa che nel 2007 potevamo contare su appena 87 MW.
Sotto l'aspetto tecnico l'introduzione di energia elettrica proveniente da una tale quantità di impianti distribuiti porta ad una serie di cambiamenti che si fanno via via più importanti al crescere della penetrazione: l'incertezza nella produzione - più o meno periodica - si somma a quella relativa alla domanda, ma con varianza ben superiore; la produzione si concentra per il fotovoltaico in alcune ore della giornata dando origine a elevate rampe di carico nel periodo estivo; l'inerzia del sistema si abbassa durante le ore con alta produzione da fonti rinnovabili, rendendo più delicata la gestione della rete in caso di imprevisti. Economicamente rimane poi il nodo della grid parity, ripetutamente data per quasi raggiunta ma ancora sfuggente.
Un sistema ovvio per superare questi limiti consisterebbe nel bilanciare la variabilità delle rinnovabili con sistemi di immagazzinamento: CAES, batterie, idroelettrico. In Italia disponiamo in effetti di una discreta quantità di impianti idroelettrici, per cui vale la pena chiedersi se questa strada sia percorribile in senso tecnico ed economico.
Sotto l'aspetto tecnico l'introduzione di energia elettrica proveniente da una tale quantità di impianti distribuiti porta ad una serie di cambiamenti che si fanno via via più importanti al crescere della penetrazione: l'incertezza nella produzione - più o meno periodica - si somma a quella relativa alla domanda, ma con varianza ben superiore; la produzione si concentra per il fotovoltaico in alcune ore della giornata dando origine a elevate rampe di carico nel periodo estivo; l'inerzia del sistema si abbassa durante le ore con alta produzione da fonti rinnovabili, rendendo più delicata la gestione della rete in caso di imprevisti. Economicamente rimane poi il nodo della grid parity, ripetutamente data per quasi raggiunta ma ancora sfuggente.
Un sistema ovvio per superare questi limiti consisterebbe nel bilanciare la variabilità delle rinnovabili con sistemi di immagazzinamento: CAES, batterie, idroelettrico. In Italia disponiamo in effetti di una discreta quantità di impianti idroelettrici, per cui vale la pena chiedersi se questa strada sia percorribile in senso tecnico ed economico.
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venerdì 16 novembre 2012
WEO 2012: tanto rumore per nulla
"Il World Energy Outlook (WEO) 2012 è uno strumento indispensabile per i decision maker della politica e dell’industria e per chiunque si occupi di energia. Presenta autorevoli proiezioni dei trend energetici fino al 2035 e un’analisi approfondita delle relative implicazioni in termini di sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e sviluppo economico."
Un altro anno, un altro imponente volume (690 pagine) proposto al mondo come autorevole (!) fonte di proiezioni per il prossimo ventennio. Già si moltiplicano i lanci di agenzia in rete e gli articoli sui blog, attendendo fiduciosamente i megafoni della stampa e della televisione che seguiranno a ruota: si cambia rotta, la Tecnologia ci ha salvati di nuovo, veleggiamo verso nuovi orizzonti energetici sconfinati o quasi.
Definire con il termine proprio tali deliri onirici mi costringerebbe a scadere nella volgarità, per cui mi limiterò ad affermare che il WEO 2012 non vale nemmeno la carta sulla quale è stampato.
Un altro anno, un altro imponente volume (690 pagine) proposto al mondo come autorevole (!) fonte di proiezioni per il prossimo ventennio. Già si moltiplicano i lanci di agenzia in rete e gli articoli sui blog, attendendo fiduciosamente i megafoni della stampa e della televisione che seguiranno a ruota: si cambia rotta, la Tecnologia ci ha salvati di nuovo, veleggiamo verso nuovi orizzonti energetici sconfinati o quasi.
Definire con il termine proprio tali deliri onirici mi costringerebbe a scadere nella volgarità, per cui mi limiterò ad affermare che il WEO 2012 non vale nemmeno la carta sulla quale è stampato.
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lunedì 8 ottobre 2012
Carbone e gas, pari non sono!
A pagina 31 del numero autunnale della rivista pubblicata dall'IEA si può leggere un breve articolo di Anne-Sophie Corbeau che fa un riassunto della situazione internazionale riguardo al mercato del gas naturale liquefatto (LNG). Sebbene le navi metaniere possano essere facilmente dirottate sui mercati più convenienti - a differenza del gas naturale trasportato via gasdotto - l'attuale risicato eccesso di capacità produttiva lascia poco margine di manovra nel caso accadano imprevisti.
Anche la tanto pubblicizzata abbondanza di unconventional gas statunitense servirebbe a poco, mancando gli USA di treni di liquefazione; la TEPCO peraltro sta cercando accordi proprio in tal senso, visto l'aumento delle importazioni giapponesi - e dei costi - successivi all'incidente di Fukushima, ma si parla del 2016. L'autrice dell'articolo ha anche affermato recentemente che in Europa è possibile si verifichi una rinascita nell'uso del carbone: proprio quel carbone che non viene più usato negli Stati Uniti, sostituito dal gas naturale nella produzione di energia elettrica, e che potrebbe essere quindi esportato. Quanto costerebbe questo scambio in termini di emissioni di biossido di carbonio?
Anche la tanto pubblicizzata abbondanza di unconventional gas statunitense servirebbe a poco, mancando gli USA di treni di liquefazione; la TEPCO peraltro sta cercando accordi proprio in tal senso, visto l'aumento delle importazioni giapponesi - e dei costi - successivi all'incidente di Fukushima, ma si parla del 2016. L'autrice dell'articolo ha anche affermato recentemente che in Europa è possibile si verifichi una rinascita nell'uso del carbone: proprio quel carbone che non viene più usato negli Stati Uniti, sostituito dal gas naturale nella produzione di energia elettrica, e che potrebbe essere quindi esportato. Quanto costerebbe questo scambio in termini di emissioni di biossido di carbonio?
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lunedì 1 ottobre 2012
L'eolico installato in Europa raggiunge i 100 GW
Da pochi giorni l'EWEA ha pubblicato un comunicato stampa nel quale si celebra il raggiungimento dei primi 100 GW di turbine eoliche installati nell'Unione Europea. La notizia è stata prontamente ripresa un po' ovunque in rete, compresi vari siti e blog in Italia, evidenziando che l'energia elettrica prodotta è equivalente a quella che verrebbe immessa in rete da 39 centrali nucleari: avranno fatto i conti giusti?
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mercoledì 27 giugno 2012
Attraversando una stanza piena di elefanti
Una delle presentazioni che più mi ha colpito al congresso ASPO Vienna è stata quella di Nate Hagens: in parte perché era preparata in modo estremamente efficace, ma soprattutto perché organizza in modo ordinato buona parte delle idee che mi sono passate per la mente negli ultimi 12-18 mesi, cioè più o meno da quando nella mia libreria hanno iniziato ad apparire libri di economia: Ecological Economics, The Skeptical Economist, The Company of Strangers, e poi i più recenti Energy and the Wealth of Nations, The Economic Growth Engine, The Second Law of Economics (alcuni di questi potrebbero vincere una recensione in futuro).
Più approfondisco gli aspetti tecnici e scientifici legati al picco e più ho l'impressione che l'economia sia un fattore imprescindibile, e che sotto a molti atteggiamenti o scelte economiche si nascondano spinte legate a istinti profondamente radicati nell'Uomo. Se oggi scrivo da questo computer in una stanza con l'aria condizionata (poco) ascoltando un mp3 in sottofondo è perché l'Uomo possiede certe caratteristiche; non sono sicuro che le stesse caratteristiche ci potranno aiutare negli anni a venire, o in altri termini oggi mi pare più probabile risolvere il problema dell'immagazzinamento su larga scala dell'energia elettrica piuttosto che vedere miliardi di persone rinunciare a comodità date per scontate.
Nate mi ha gentilmente permesso di tradurre le diapositive che descrivono i quindici "elefanti" che secondo lui affollano la nostra stanza, ovvero difetti fondamentali nella teoria economica mainstream; tutti i leader mondiali vengono consigliati da economisti, ed è questo che rende gli elefanti tanto importanti.
Errori o imprecisioni sono mia esclusiva responsabilità; il video della presentazione completa di circa 50 minuti si trova qui.
Più approfondisco gli aspetti tecnici e scientifici legati al picco e più ho l'impressione che l'economia sia un fattore imprescindibile, e che sotto a molti atteggiamenti o scelte economiche si nascondano spinte legate a istinti profondamente radicati nell'Uomo. Se oggi scrivo da questo computer in una stanza con l'aria condizionata (poco) ascoltando un mp3 in sottofondo è perché l'Uomo possiede certe caratteristiche; non sono sicuro che le stesse caratteristiche ci potranno aiutare negli anni a venire, o in altri termini oggi mi pare più probabile risolvere il problema dell'immagazzinamento su larga scala dell'energia elettrica piuttosto che vedere miliardi di persone rinunciare a comodità date per scontate.
Nate mi ha gentilmente permesso di tradurre le diapositive che descrivono i quindici "elefanti" che secondo lui affollano la nostra stanza, ovvero difetti fondamentali nella teoria economica mainstream; tutti i leader mondiali vengono consigliati da economisti, ed è questo che rende gli elefanti tanto importanti.
Errori o imprecisioni sono mia esclusiva responsabilità; il video della presentazione completa di circa 50 minuti si trova qui.
lunedì 25 giugno 2012
ASPO Vienna 2012
Dal 30 maggio al primo di giugno si è tenuto a Vienna il decimo congresso ASPO internazionale.
Dal punto di vista organizzativo è stato sicuramente un successo, salvo la scelta di avere sessioni parallele che hanno obbligato i partecipanti a rinunciare ad alcune presentazioni; i singoli contributi hanno coperto buona parte dei problemi legati al picco, dalle prospettive di estrazione degli idrocarburi nel breve-medio termine alle energie rinnovabili (sviluppo e integrazione nelle reti esistenti) passando per gli aspetti climatici ed economici. Escludendo un paio di presentazioni terribilmente accademiche penso che il pubblico di simpatizzanti abbia potuto apprezzare la maggior parte degli interventi.
Dal punto di vista organizzativo è stato sicuramente un successo, salvo la scelta di avere sessioni parallele che hanno obbligato i partecipanti a rinunciare ad alcune presentazioni; i singoli contributi hanno coperto buona parte dei problemi legati al picco, dalle prospettive di estrazione degli idrocarburi nel breve-medio termine alle energie rinnovabili (sviluppo e integrazione nelle reti esistenti) passando per gli aspetti climatici ed economici. Escludendo un paio di presentazioni terribilmente accademiche penso che il pubblico di simpatizzanti abbia potuto apprezzare la maggior parte degli interventi.
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martedì 21 febbraio 2012
Vulcani ed emissioni antropogeniche
E' uscito oggi sul MeteoGiornale un breve articolo collegato all'energetica solo in modo indiretto: confronta le emissioni di CO2 dovute ai vulcani e quelle derivanti da attività umane.
Buona lettura.
Buona lettura.
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domenica 12 febbraio 2012
I Diesel marini
La tragedia della Costa Concordia naufragata presso l'isola del Giglio ha provocato una serie di post che analizzano alcuni degli aspetti più negativi delle navi da crociera: l'utilizzo di un combustibile non proprio amico dell'ambiente, ammesso che ne possano esistere; la presenza di quantità considerevoli di sostanze inquinanti, d'altra parte indispensabili per far funzionare un paese galleggiante di circa 5000 persone; il consumo smodato per muovere la nave e garantire l'energia elettrica a tutti i servizi di bordo. Nessuno si è occupato di evidenziare il fatto che i motori diesel di grossa potenza siano oggi fra le macchine più efficienti a disposizione dell'umanità, e che il loro impiego nella propulsione navale ha contribuito profondamente alla globalizzazione.
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martedì 27 dicembre 2011
World Energy Outlook 2011: cosa c'è di nuovo?
La IEA pubblica dal 1993 dei report annuali contenenti proiezioni a medio e lungo termine sull'andamento mondiale del mercato dell'energia; anche questa edizione come la precedente si sofferma su tre scenari, uno denominato standard ("BAU") e altri due definiti "nuove politiche" e "450"; il primo è in relazione a impegni politici - sebbene solo formali - presi dalle nazioni per affrontare i problemi energetici e ambientali, il secondo deve il nome alla concentrazione massima in ppm di CO2 atmosferico che dovrebbe permettere di non superare tramite opportune azioni volte a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Gli approfondimenti riguardano le prospettive energetiche in Russia, il mercato del carbone - domanda, offerta e investimenti - e alcuni argomenti speciali: le prospettive del nucleare nel dopo Fukushima e i sussidi alle varie forme di energia.
"Se non cambi direzione, non puoi che finire dove sei diretto"
La domanda di energia dopo un 2009 fiacco rimbalza nel 2010 di un 5% e l'intensità energetica peggiora per il secondo anno consecutivo, portando le emissioni di CO2 a un nuovo record; le incertezze a breve termine causate da una crisi economica perdurante non cambiano il quadro generale, che vede una crescita della domanda di energia, del GDP e della popolazione fino al 2035. L'aumento dei costi nell'upstream conferma la fine del petrolio a basso costo (il famoso cheap oil), mentre per il gas naturale è prevista una nuova età dell'oro e il destino del carbone dipende dalle scelte politiche che verranno (o non verranno) prese.
"Se non cambi direzione, non puoi che finire dove sei diretto"
La domanda di energia dopo un 2009 fiacco rimbalza nel 2010 di un 5% e l'intensità energetica peggiora per il secondo anno consecutivo, portando le emissioni di CO2 a un nuovo record; le incertezze a breve termine causate da una crisi economica perdurante non cambiano il quadro generale, che vede una crescita della domanda di energia, del GDP e della popolazione fino al 2035. L'aumento dei costi nell'upstream conferma la fine del petrolio a basso costo (il famoso cheap oil), mentre per il gas naturale è prevista una nuova età dell'oro e il destino del carbone dipende dalle scelte politiche che verranno (o non verranno) prese.
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giovedì 15 dicembre 2011
L'inutilità del rapporto R/P (Riserve/Produzione)
Quando si discute del futuro esaurimento dei combustibili fossili, uno degli indici che con maggior frequenza viene - a sproposito - citato è il rapporto R/P; questo numero esprime il rapporto fra le riserve note di un certo idrocarburo (R) e la produzione (P) dell'idrocarburo stesso in un determinato istante, e si esprime in anni. Ad esempio, se si consulta il BP Statistical Review of the World per l'anno in corso, si ricava per il petrolio il seguente grafico.
Purtroppo anche il più inoffensivo strumento, posto nelle mani sbagliate e usato impropriamente, può causare dei danni; ed è esattamente quello che è accaduto in un recente post di Willis Eschenbach su WUWT. La tesi di Eschenbach è che il rapporto R/P del petrolio è costante da molti anni, anzi, addirittura in aumento, quindi non c'è da affannarsi nel cercare alternative; disponiamo di decenni per eseguire la transizione energetica, e il mercato indicherà le alternative al momento opportuno. Questa analisi presenta almeno due punti discutibili.
Purtroppo anche il più inoffensivo strumento, posto nelle mani sbagliate e usato impropriamente, può causare dei danni; ed è esattamente quello che è accaduto in un recente post di Willis Eschenbach su WUWT. La tesi di Eschenbach è che il rapporto R/P del petrolio è costante da molti anni, anzi, addirittura in aumento, quindi non c'è da affannarsi nel cercare alternative; disponiamo di decenni per eseguire la transizione energetica, e il mercato indicherà le alternative al momento opportuno. Questa analisi presenta almeno due punti discutibili.
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lunedì 12 dicembre 2011
Notizie della settimana - 05/12-11/12
Idrocarburi
Arabia Saudita: raggiunti i 10 milioni di barili in Novembre
Dopo aver oscillato negli ultimi mesi attorno ai 9.5 mbpd, la produzione saudita si impenna di colpo e raggiunge i 10 mbpd, un livello che non si vedeva dal 1980. Secondo un dirigente della compagnia petrolifera nazionale l'aumento è dovuto ad una maggiore richiesta da parte dei mercati, ma molti analisti ritengono si tratti invece di una mossa strategica in preparazione del 160° meeting OPEC che si terrà a Vienna il 14 di questo mese.
EDF e GE si alleano per una nuova centrale a ciclo combinato
Electricité de France e General Electric costruiranno una nuova centrale a ciclo combinato a Bouchain, la FlexEfficiency 50 (pdf); dovrebbe essere connessa alla rete nazionale nel 2015. Fra le caratteristiche di spicco vanno sicuramente citate un'efficienza del 61% - comunque superiore al 60% fino all'87% della potenza massima - e un gradiente di carico pari a 50 MW/min. La possibilità di variare in modo rapido la potenza erogata dovrebbe permettere di integrare una maggiore percentuale di energia da impianti fotovoltaici ed eolici, in attesa di scoprire sistemi di stoccaggio efficienti ed economici.
Nucleare
La lunga e tortuosa strada dell'Indonesia verso il nucleare
L'idea di costruire una centrale nucleare in Indonesia risale al 1956, mentre nel 1972 viene fondata una commissione per studiare la fattibilità del progetto. Il primo luogo dove realizzare un impianto viene individuato nel 1989, ma dopo nemmeno dieci anni il percorso si blocca a causa della crisi finanziaria asiatica, e poi per resistenze fra la popolazione locale. Al momento sul tavolo di lavoro sono rimaste due ipotetiche centrali da terminare nel 2021, ma sembra che la strada da percorrere sia ancora molto lunga.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
L'installazione di turbine eoliche galleggianti continua
A due anni di distanza dal primo prototipo messo in opera dalla StatoilHydro (progetto Hywind) la Principle Power di Seattle ha realizzato una turbina eolica galleggiante da 2.3 MW installandola al largo del Portogallo. Il macchinario viene interamente assemblato a terra in una darsena e poi rimorchiato al largo, dove più turbine sono collegate ad una sottostazione elettrica, anch'essa galleggiante; la struttura portante è realizzata con tre cilindri cavi che vengono riempiti o svuotati d'acqua in modo da smorzare le vibrazioni indotte dalle pale, la spinta del vento e il moto ondoso. Una descrizione dettagliata della piattaforma si trova qui.
L'aereo ad energia solare pronto per il giro del mondo nel 2014
Il primo volo - appena 350 metri - era stato nel Dicembre 2009; lo scorso anno era già in grado di rimanere in aria per 24 ore grazie all'energia immagazzinata in batterie; e poco più di sei mesi fa ha coperto con successo il primo tragitto internazionale, dalla Svizzera al Lussemburgo. Ora Solar Impulse ha come obiettivo quello di compiere il giro del mondo, con i suoi 60 metri di apertura alare, 1800 kg di massa e le oltre 11000 celle fotovoltaiche che lo ricoprono.
Arabia Saudita: raggiunti i 10 milioni di barili in Novembre
Dopo aver oscillato negli ultimi mesi attorno ai 9.5 mbpd, la produzione saudita si impenna di colpo e raggiunge i 10 mbpd, un livello che non si vedeva dal 1980. Secondo un dirigente della compagnia petrolifera nazionale l'aumento è dovuto ad una maggiore richiesta da parte dei mercati, ma molti analisti ritengono si tratti invece di una mossa strategica in preparazione del 160° meeting OPEC che si terrà a Vienna il 14 di questo mese.
EDF e GE si alleano per una nuova centrale a ciclo combinato
Electricité de France e General Electric costruiranno una nuova centrale a ciclo combinato a Bouchain, la FlexEfficiency 50 (pdf); dovrebbe essere connessa alla rete nazionale nel 2015. Fra le caratteristiche di spicco vanno sicuramente citate un'efficienza del 61% - comunque superiore al 60% fino all'87% della potenza massima - e un gradiente di carico pari a 50 MW/min. La possibilità di variare in modo rapido la potenza erogata dovrebbe permettere di integrare una maggiore percentuale di energia da impianti fotovoltaici ed eolici, in attesa di scoprire sistemi di stoccaggio efficienti ed economici.
Nucleare
La lunga e tortuosa strada dell'Indonesia verso il nucleare
L'idea di costruire una centrale nucleare in Indonesia risale al 1956, mentre nel 1972 viene fondata una commissione per studiare la fattibilità del progetto. Il primo luogo dove realizzare un impianto viene individuato nel 1989, ma dopo nemmeno dieci anni il percorso si blocca a causa della crisi finanziaria asiatica, e poi per resistenze fra la popolazione locale. Al momento sul tavolo di lavoro sono rimaste due ipotetiche centrali da terminare nel 2021, ma sembra che la strada da percorrere sia ancora molto lunga.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
L'installazione di turbine eoliche galleggianti continua
A due anni di distanza dal primo prototipo messo in opera dalla StatoilHydro (progetto Hywind) la Principle Power di Seattle ha realizzato una turbina eolica galleggiante da 2.3 MW installandola al largo del Portogallo. Il macchinario viene interamente assemblato a terra in una darsena e poi rimorchiato al largo, dove più turbine sono collegate ad una sottostazione elettrica, anch'essa galleggiante; la struttura portante è realizzata con tre cilindri cavi che vengono riempiti o svuotati d'acqua in modo da smorzare le vibrazioni indotte dalle pale, la spinta del vento e il moto ondoso. Una descrizione dettagliata della piattaforma si trova qui.
L'aereo ad energia solare pronto per il giro del mondo nel 2014
Il primo volo - appena 350 metri - era stato nel Dicembre 2009; lo scorso anno era già in grado di rimanere in aria per 24 ore grazie all'energia immagazzinata in batterie; e poco più di sei mesi fa ha coperto con successo il primo tragitto internazionale, dalla Svizzera al Lussemburgo. Ora Solar Impulse ha come obiettivo quello di compiere il giro del mondo, con i suoi 60 metri di apertura alare, 1800 kg di massa e le oltre 11000 celle fotovoltaiche che lo ricoprono.
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lunedì 5 dicembre 2011
Notizie della settimana - 28/11-04/12
Idrocarburi
Il boom petrolifero brasiliano potrebbe incappare nel primo fallimento
Le scoperte di petrolio in giacimenti off-shore - Tupi e Jupiter, entrambi a oltre 7000m di profondità - sono state definite come vincite alla lotteria, e ognuno dei nuovi contratti dell'industria potrebbe essere un biglietto vincente; ma anche con un numero fortunato in mano, alcune compagnie rischiano di fallire prima di poteri incassare il premio. La Lupatech, maggiore fornitrice di valvole industriali in Brasile, è sull'orlo del fallimento dopo che la Petrobras ha dovuto tagliare i costi e rivedere i propri investimenti, e probabilmente sarà salvata tramite prestiti di stato. Il Brasile conta di diventare la quinta potenza economica mondiale grazie allo sfruttamento delle riserve di gas e petrolio, che sommate fra di loro sono stimate in circa 50 miliardi di barili di petrolio equivalenti.
Il gas del Turkmenistan forse non arriverà mai in Europa
L'Unione europea si trova a dover affrontare una nuova serie di problemi nella ricerca di fornitori affidabili di gas naturale. Dapprima l'attenzione era stata puntata sul giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan, e in particolare al secondo stadio di sfruttamento che dovrebbe garantire 16 miliardi di metri cubi aggiuntivi all'anno: ma una serie di problemi tecnici, economici e politici portano a ritenere che non partirà prima del 2025. L'attenzione si è quindi concentrata sul Turkmenistan, che si trova dall'altra parte del mar Caspio, sebbene ci siano forti dubbi sulla reale consistenza delle riserve - e sulla capacità di sfruttarle - e la presenza di un concorrente come la Cina renda il quadro futuro molto nebuloso.
Nucleare
Il sessantanovesimo anniversario della fissione controllata
Il 2 dicembre 1942 l'uomo riuscì per la prima volta a dare il via ad una reazione nucleare a catena e a controllarla. Proprio questa settimana esce sul Bulletin of the Atomic Scientists un articolo firmato da Charles Perrow - professore emerito di Sociologia a Yale - le cui conclusioni non mancheranno di far discutere:
"Governi e imprese possono sempre fare di più per prevenire gravi incidenti tramite regolamenti, progettazione, formazione e consapevolezza. Anche così, alcuni sistemi complessi con il potenziale per eventi catastrofici sono semplicemente troppo pericolosi per esistere, poiché non possono essere resi sicuri malgrado lo sforzo dell'uomo."
Solare, Eolico e altre rinnovabili
I paesi del Medio Oriente e la corsa alle rinnovabili
Da un lato lo stato con le maggiori riserve di petrolio - se non si tiene conto delle tar sands nella cintura dell'Orinoco - e dall'altro il più grande esportatore di LNG: Arabia Saudita e Qatar sono paesi con un ruolo importante nel panorama energetico attuale e non hanno alcuna intenzione di rimanere a osservare i loro giacimenti di idrocarburi che lentamente si esauriscono. I sauditi hanno siglato un accordo da 10 milioni di dollari per approfondire lo studio di nanostrutture (punti quantici) da usare nella produzione di celle fotovoltaiche a basso costo; il Qatar invece sceglie gli spagnoli del CIEMAT per sviluppare nel corso dei prossimi 7 anni tecnologie adeguate per la regione, e allo stesso tempo progetta di costruire una fabbrica di silicio "solar grade" da 8000 tonnellate all'anno.
Il boom petrolifero brasiliano potrebbe incappare nel primo fallimento
Le scoperte di petrolio in giacimenti off-shore - Tupi e Jupiter, entrambi a oltre 7000m di profondità - sono state definite come vincite alla lotteria, e ognuno dei nuovi contratti dell'industria potrebbe essere un biglietto vincente; ma anche con un numero fortunato in mano, alcune compagnie rischiano di fallire prima di poteri incassare il premio. La Lupatech, maggiore fornitrice di valvole industriali in Brasile, è sull'orlo del fallimento dopo che la Petrobras ha dovuto tagliare i costi e rivedere i propri investimenti, e probabilmente sarà salvata tramite prestiti di stato. Il Brasile conta di diventare la quinta potenza economica mondiale grazie allo sfruttamento delle riserve di gas e petrolio, che sommate fra di loro sono stimate in circa 50 miliardi di barili di petrolio equivalenti.
Il gas del Turkmenistan forse non arriverà mai in Europa
L'Unione europea si trova a dover affrontare una nuova serie di problemi nella ricerca di fornitori affidabili di gas naturale. Dapprima l'attenzione era stata puntata sul giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan, e in particolare al secondo stadio di sfruttamento che dovrebbe garantire 16 miliardi di metri cubi aggiuntivi all'anno: ma una serie di problemi tecnici, economici e politici portano a ritenere che non partirà prima del 2025. L'attenzione si è quindi concentrata sul Turkmenistan, che si trova dall'altra parte del mar Caspio, sebbene ci siano forti dubbi sulla reale consistenza delle riserve - e sulla capacità di sfruttarle - e la presenza di un concorrente come la Cina renda il quadro futuro molto nebuloso.
Nucleare
Il sessantanovesimo anniversario della fissione controllata
Il 2 dicembre 1942 l'uomo riuscì per la prima volta a dare il via ad una reazione nucleare a catena e a controllarla. Proprio questa settimana esce sul Bulletin of the Atomic Scientists un articolo firmato da Charles Perrow - professore emerito di Sociologia a Yale - le cui conclusioni non mancheranno di far discutere:
"Governi e imprese possono sempre fare di più per prevenire gravi incidenti tramite regolamenti, progettazione, formazione e consapevolezza. Anche così, alcuni sistemi complessi con il potenziale per eventi catastrofici sono semplicemente troppo pericolosi per esistere, poiché non possono essere resi sicuri malgrado lo sforzo dell'uomo."
Solare, Eolico e altre rinnovabili
I paesi del Medio Oriente e la corsa alle rinnovabili
Da un lato lo stato con le maggiori riserve di petrolio - se non si tiene conto delle tar sands nella cintura dell'Orinoco - e dall'altro il più grande esportatore di LNG: Arabia Saudita e Qatar sono paesi con un ruolo importante nel panorama energetico attuale e non hanno alcuna intenzione di rimanere a osservare i loro giacimenti di idrocarburi che lentamente si esauriscono. I sauditi hanno siglato un accordo da 10 milioni di dollari per approfondire lo studio di nanostrutture (punti quantici) da usare nella produzione di celle fotovoltaiche a basso costo; il Qatar invece sceglie gli spagnoli del CIEMAT per sviluppare nel corso dei prossimi 7 anni tecnologie adeguate per la regione, e allo stesso tempo progetta di costruire una fabbrica di silicio "solar grade" da 8000 tonnellate all'anno.
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news
lunedì 28 novembre 2011
Notizie della settimana - 21/11-27/11
Idrocarburi
Il ruolo dell'OPEC minacciato dalle nuove scoperte di petrolio non convenzionale
Secondo Khalid Al-Falih, amministratore delegato della Aramco, l'abbondanza di risorse di tipo non convenzionale - associata ad una loro distribuzione geografica più "bilanciata" - ha diminuito le pressioni che in passato sono state esercitate sull'Arabia Saudita, tradizionalmente vista come lo swing producer di petrolio: per questo motivo la Aramco non ha alcuna intenzione di portare la propria produzione a 15 mbpd. Già all'inizio del mese l'IEA aveva abbassato le stime sulla quantità di petrolio che sarebbe stata richiesta all'emirato nel 2030: 12.6 mbpd contro i 18 mbpd delle proiezioni risalenti al 2005.
I paesi in via di sviluppo non vedono alternative al carbone
Sud Africa, Cina e India possiedono vaste riserve di carbone che costituisce un economico combustibile usato in centrali termoelettriche per soddisfare le crescenti richieste di energia: questi tre stati sono ai primi posti fra i produttori mondiali, generano rispettivamente il 90%, il 55% e il 70% della loro elettricità dal carbone, e prevedono di continuare a investire fortemente nello sfruttamento di questa risorsa nei prossimi anni. L'India ad esempio ha costruito 55 centrali dal 2007, e prevede di completarne altre 100 entro questo decennio; il Sud Africa sta realizzando Medupi, la più grande centrale supercritica con raffreddamento mediante torri a secco al mondo, che una volta terminata sarà costituita da 6 caldaie alimentanti ciascuna una turbina da 800MW.
Nucleare
Il Kazakistan è il primo produttore mondiale di uranio
Mentre i problemi non ancora risolti alla miniera di Cigar Lake ne posticipano l'apertura e frenano l'estrazione di uranio in Canada, il Kazakistan si avvia quest'anno a produrre da solo un terzo dell'uranio a livello mondiale (13957 tonnellate fino a Settembre), triplicando in pratica i risultati ottenuti appena cinque anni fa. Ma i piani kazaki non si fermano qui: all'inizio di Novembre un accordo fra Areva e Kazatomprom ha dato il via allo studio di fattibilità per un impianto di produzione di combustibile nucleare che dovrebbe essere specificamente dedicato al mercato asiatico.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
La Cina si arrende alle lamentele americane sui pannelli fotovoltaici
Le industrie di pannelli fotovoltaici cinesi hanno intenzione di spostare parte della produzione in Corea del Sud, Taiwan e Stati Uniti per evitare una causa commerciale aperta nei loro confronti dal governo di Washington: il dipartimento del commercio statunitense infatti sta valutando la possibilità di introdurre dei dazi sui pannelli per cercare di contrastare il dumping che effettuano i cinesi. L'idea di trasferire le fabbriche in territorio statunitense è stata abbandonata a causa della stringente normativa in vigore nel paese, per cui al massimo i cinesi procederebbero all'assemblaggio finale nel nuovo continente; si tratta però di una lavorazione che incide poco sul prezzo finale e rappresenta una mansione relativamente poco qualificata.
Varie
Il valore delle petroliere crolla e si avvicina a quello del metallo riciclato
Sono 101 le petroliere della classe VLCC - con un'età media di 18 anni - il cui valore è sceso così tanto da essere pari a quello ricavabile dal metallo dopo la loro demolizione: la flotta mondiale è costituita da 575 di questi vascelli, e un anno fa erano solamente 19 ad essere quotati così poco. Il risultato è dato dalla combinazione di un calo nei ricavi - a sua volta influenzato dalla crisi economica e da una abbondanza di nuovi mezzi disponibili dopo gli ordinativi sovrabbondanti degli anni passati - e da un modesto rialzo delle quotazioni del metallo riciclato. Si tratta di un problema che sta già mettendo in crisi la Frontline, il più grande operatore mondiale di petroliere, e forse di riflesso anche importanti istituti di credito (Crédit Agricole, BNP). E' dal 1992 che l'età media delle navi rottamate rimane superiore ai 15 anni: solo durante la crisi degli anni '80 si era scesi al di sotto di questo limite.
Il ruolo dell'OPEC minacciato dalle nuove scoperte di petrolio non convenzionale
Secondo Khalid Al-Falih, amministratore delegato della Aramco, l'abbondanza di risorse di tipo non convenzionale - associata ad una loro distribuzione geografica più "bilanciata" - ha diminuito le pressioni che in passato sono state esercitate sull'Arabia Saudita, tradizionalmente vista come lo swing producer di petrolio: per questo motivo la Aramco non ha alcuna intenzione di portare la propria produzione a 15 mbpd. Già all'inizio del mese l'IEA aveva abbassato le stime sulla quantità di petrolio che sarebbe stata richiesta all'emirato nel 2030: 12.6 mbpd contro i 18 mbpd delle proiezioni risalenti al 2005.
I paesi in via di sviluppo non vedono alternative al carbone
Sud Africa, Cina e India possiedono vaste riserve di carbone che costituisce un economico combustibile usato in centrali termoelettriche per soddisfare le crescenti richieste di energia: questi tre stati sono ai primi posti fra i produttori mondiali, generano rispettivamente il 90%, il 55% e il 70% della loro elettricità dal carbone, e prevedono di continuare a investire fortemente nello sfruttamento di questa risorsa nei prossimi anni. L'India ad esempio ha costruito 55 centrali dal 2007, e prevede di completarne altre 100 entro questo decennio; il Sud Africa sta realizzando Medupi, la più grande centrale supercritica con raffreddamento mediante torri a secco al mondo, che una volta terminata sarà costituita da 6 caldaie alimentanti ciascuna una turbina da 800MW.
Nucleare
Il Kazakistan è il primo produttore mondiale di uranio
Mentre i problemi non ancora risolti alla miniera di Cigar Lake ne posticipano l'apertura e frenano l'estrazione di uranio in Canada, il Kazakistan si avvia quest'anno a produrre da solo un terzo dell'uranio a livello mondiale (13957 tonnellate fino a Settembre), triplicando in pratica i risultati ottenuti appena cinque anni fa. Ma i piani kazaki non si fermano qui: all'inizio di Novembre un accordo fra Areva e Kazatomprom ha dato il via allo studio di fattibilità per un impianto di produzione di combustibile nucleare che dovrebbe essere specificamente dedicato al mercato asiatico.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
La Cina si arrende alle lamentele americane sui pannelli fotovoltaici
Le industrie di pannelli fotovoltaici cinesi hanno intenzione di spostare parte della produzione in Corea del Sud, Taiwan e Stati Uniti per evitare una causa commerciale aperta nei loro confronti dal governo di Washington: il dipartimento del commercio statunitense infatti sta valutando la possibilità di introdurre dei dazi sui pannelli per cercare di contrastare il dumping che effettuano i cinesi. L'idea di trasferire le fabbriche in territorio statunitense è stata abbandonata a causa della stringente normativa in vigore nel paese, per cui al massimo i cinesi procederebbero all'assemblaggio finale nel nuovo continente; si tratta però di una lavorazione che incide poco sul prezzo finale e rappresenta una mansione relativamente poco qualificata.
Varie
Il valore delle petroliere crolla e si avvicina a quello del metallo riciclato
Sono 101 le petroliere della classe VLCC - con un'età media di 18 anni - il cui valore è sceso così tanto da essere pari a quello ricavabile dal metallo dopo la loro demolizione: la flotta mondiale è costituita da 575 di questi vascelli, e un anno fa erano solamente 19 ad essere quotati così poco. Il risultato è dato dalla combinazione di un calo nei ricavi - a sua volta influenzato dalla crisi economica e da una abbondanza di nuovi mezzi disponibili dopo gli ordinativi sovrabbondanti degli anni passati - e da un modesto rialzo delle quotazioni del metallo riciclato. Si tratta di un problema che sta già mettendo in crisi la Frontline, il più grande operatore mondiale di petroliere, e forse di riflesso anche importanti istituti di credito (Crédit Agricole, BNP). E' dal 1992 che l'età media delle navi rottamate rimane superiore ai 15 anni: solo durante la crisi degli anni '80 si era scesi al di sotto di questo limite.
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lunedì 21 novembre 2011
Notizie della settimana - 14/11-20/11
Idrocarburi
La più grande scoperta petrolifera degli ultimi decenni insegna una carissima lezione
A undici anni dall'avvio dei lavori e dopo oltre 28 miliardi di euro spesi, non è stata ancora estratta nemmeno una goccia dal giacimento Kashagan. A pochi mesi dall'inizio della produzione il governo kazako preme sulle compagnie petrolifere perché diano subito il via ad un ampliamento, ma gli otto anni di ritardo accumulati dalla prima tranche e lo sforamento di 11 miliardi di euro sulle spese preventivate rendono le società molto prudenti: per questa seconda fase potrebbero non riuscire a vedere alcun utile prima del 2041, anno nel quale scadono le concessioni. A regime dal giacimento dovrebbero venire estratti 450.000 barili al giorno, e con l'espansione si potrebbe arrivare a 1.5 mbpd.
Secondo gli esperti è troppo presto per parlare di un cartello mondiale del gas
Al primo summit del Gas Exporting Countries Forum i principali argomenti in agenda erano i prezzi e l'approccio comune al mercato del gas naturale; tuttavia dal momento della sua fondazione dieci anni fa alcuni stati hanno il timore che possa diventare simile all'OPEC. Nonostante controlli oltre il 70% delle riserve mondiali e fra i 12 membri siano inclusi i primi due produttori - Russia e Iran - molti esperti concordano sul fatto che il GEFC non sia veramente in grado di imporre dei prezzi: infatti solamente il 2.5% dell'LNG viene venduto sul mercato spot, e la grande maggioranza di scambi è regolata tramite contratti di lungo termine (20 o 30 anni), cioè non esiste di fatto un mercato globale.
Nucleare
Le proteste ritardano il Rinascimento nucleare indiano
Anche nei paesi con una grande fame di energia e piani nucleari ambiziosi esistono movimenti fra la popolazione che si oppongono alla costruzione di nuove centrali: è il caso dell'India, dove una serie di manifestazioni - in alcuni casi supportate da figure istituzionali locali - ha determinato il rinvio della prima accensione di due reattori da 1GW di tipo VVER (russo). L'effetto Fukushima è il principale responsabile di questa serie di proteste, ma esistono anche preoccupazioni di tipo ambientale sugli scarichi di acqua calda nelle acque costiere e lamentele per l'esiguità degli indennizzi offerti per gli espropri.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
Dove soffia il vento
Attualmente l'intera produzione di energia elettrica in Mongolia si basa su centrali termoelettriche a carbone - esclusa una piccola frazione a olio combustibile - e la crescita della domanda interna, spinta dall'industria mineraria del rame, è poderosa: è passata da circa 3000 GWh/anno nel 2001 ai 4200 nel 2008. L'obiettivo a media scadenza però è di produrre il 20% dell'energia da rinnovabili, e in quest'ottica si inserisce la nuova wind farm a 70 chilometri dalla capitale Ulan Bator: 31 turbine da 1.6 MW che saranno in funzione dal prossimo anno per la cifra di 74 milioni di euro.
Varie
Utilizzo di tattiche militari per superare le paure relative al fracking
Durante una conferenza per addetti ai lavori ma aperta al pubblico, il dirigente di una compagnia impegnata in perforazioni per l'estrazione di gas naturale avrebbe esortato gli ascoltatori a scaricare il "Counterinsurgency (COIN) Field Manual": lo scopo è quello di apprendere tecniche utili nella risoluzione di contestazioni da parte di comunità locali. E' possibile considerare un movimento locale che si oppone all'hydraulic fracturing una "insurrezione"? La Anadarko Petroleum ha in seguito rilasciato una dichiarazione per prendere le distanze dal termine usato, ma il danno ormai è fatto.
La più grande scoperta petrolifera degli ultimi decenni insegna una carissima lezione
A undici anni dall'avvio dei lavori e dopo oltre 28 miliardi di euro spesi, non è stata ancora estratta nemmeno una goccia dal giacimento Kashagan. A pochi mesi dall'inizio della produzione il governo kazako preme sulle compagnie petrolifere perché diano subito il via ad un ampliamento, ma gli otto anni di ritardo accumulati dalla prima tranche e lo sforamento di 11 miliardi di euro sulle spese preventivate rendono le società molto prudenti: per questa seconda fase potrebbero non riuscire a vedere alcun utile prima del 2041, anno nel quale scadono le concessioni. A regime dal giacimento dovrebbero venire estratti 450.000 barili al giorno, e con l'espansione si potrebbe arrivare a 1.5 mbpd.
Secondo gli esperti è troppo presto per parlare di un cartello mondiale del gas
Al primo summit del Gas Exporting Countries Forum i principali argomenti in agenda erano i prezzi e l'approccio comune al mercato del gas naturale; tuttavia dal momento della sua fondazione dieci anni fa alcuni stati hanno il timore che possa diventare simile all'OPEC. Nonostante controlli oltre il 70% delle riserve mondiali e fra i 12 membri siano inclusi i primi due produttori - Russia e Iran - molti esperti concordano sul fatto che il GEFC non sia veramente in grado di imporre dei prezzi: infatti solamente il 2.5% dell'LNG viene venduto sul mercato spot, e la grande maggioranza di scambi è regolata tramite contratti di lungo termine (20 o 30 anni), cioè non esiste di fatto un mercato globale.
Nucleare
Le proteste ritardano il Rinascimento nucleare indiano
Anche nei paesi con una grande fame di energia e piani nucleari ambiziosi esistono movimenti fra la popolazione che si oppongono alla costruzione di nuove centrali: è il caso dell'India, dove una serie di manifestazioni - in alcuni casi supportate da figure istituzionali locali - ha determinato il rinvio della prima accensione di due reattori da 1GW di tipo VVER (russo). L'effetto Fukushima è il principale responsabile di questa serie di proteste, ma esistono anche preoccupazioni di tipo ambientale sugli scarichi di acqua calda nelle acque costiere e lamentele per l'esiguità degli indennizzi offerti per gli espropri.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
Dove soffia il vento
Attualmente l'intera produzione di energia elettrica in Mongolia si basa su centrali termoelettriche a carbone - esclusa una piccola frazione a olio combustibile - e la crescita della domanda interna, spinta dall'industria mineraria del rame, è poderosa: è passata da circa 3000 GWh/anno nel 2001 ai 4200 nel 2008. L'obiettivo a media scadenza però è di produrre il 20% dell'energia da rinnovabili, e in quest'ottica si inserisce la nuova wind farm a 70 chilometri dalla capitale Ulan Bator: 31 turbine da 1.6 MW che saranno in funzione dal prossimo anno per la cifra di 74 milioni di euro.
Varie
Utilizzo di tattiche militari per superare le paure relative al fracking
Durante una conferenza per addetti ai lavori ma aperta al pubblico, il dirigente di una compagnia impegnata in perforazioni per l'estrazione di gas naturale avrebbe esortato gli ascoltatori a scaricare il "Counterinsurgency (COIN) Field Manual": lo scopo è quello di apprendere tecniche utili nella risoluzione di contestazioni da parte di comunità locali. E' possibile considerare un movimento locale che si oppone all'hydraulic fracturing una "insurrezione"? La Anadarko Petroleum ha in seguito rilasciato una dichiarazione per prendere le distanze dal termine usato, ma il danno ormai è fatto.
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lunedì 14 novembre 2011
Notizie della settimana - 07/11-13/11
Idrocarburi
L'Europa potrebbe superare gli Stati Uniti come maggior importatore mondiale di petrolio
Un aumento nello sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas naturale sul suolo nazionale, unito a nuovi standard atti a migliorare l'efficienza dei veicoli, potrebbe significare che entro il 2015 il primato di maggior importatore mondiale di petrolio passerà dagli USA all'Europa; la previsione si trova nel rapporto annuale dell'IEA, dove si aggiunge che entro il 2020 il poco invidiabile scettro andrà alla Cina. Nel 2035 la domanda di petrolio a livello mondiale dovrebbe raggiungere i 99 mbpd, per un prezzo di 120 $ al barile.
La Cina incontra ostacoli nella produzione di shale gas
Per arrivare a produrre il 10% del fabbisogno energetico tramite gas naturale, la Cina ha iniziato un ambizioso progetto che dovrebbe vederla estrarre nel 2020 ben 80 miliardi di metri cubi da giacimenti di shale gas, ad oggi non ancora sfruttati; per avere un confronto può essere utile ricordare che questa quantità sarebbe superiore a quanto esportato nel 2010 dal Qatar come LNG (circa 76 miliardi di metri cubi), oppure che sarebbe circa la metà di quanto estratto dal centro e Sud America lo scorso anno. Scarsità d'acqua - da usare in grande quantità nel processo estrattivo - nelle regioni già soggette a siccità, mancanza di esperienza e know-how, incertezza su quantità e qualità delle riserve sono tutti fattori che possono ritardare l'inizio della produzione commerciale di questa risorsa.
IEA: il carbone sarà la principale fonte energetica nel 2035
Secondo le proiezioni del World Energy Outlook 2011 il carbone arriverà a sorpassare il petrolio come principale fonte energetica in circa due decenni. Nel caso la previsione si avveri non si tratterà comunque di una novità, poiché il carbone è stato al primo posto a livello mondiale dal 1800 fino a dopo il 1960; solo negli ultimi 50 anni si è trovato al secondo posto, ma sempre davanti all'uso di gas naturale.
Nucleare
Un incidente nucleare può aumentare il costo di produzione dell'energia
Secondo il parere di alcuni membri della Japan Atomic Energy Commission un incidente nucleare paragonabile a quello verificatosi a Fukushima può costare fino a 47 miliardi di euro; questo comporterebbe un aumento del costo pari a circa 1.5 c€ per kWh prodotto, portando la cifra complessiva a 6.5 c€ e quindi rendendolo superiore a carbone e gas naturale (rispettivamente 5.4 e 5.8 c€/kWh così come stimato nel 2004) per un reattore da 1200 MWhe. Il gruppo ha ipotizzato che il tempo di ritorno per l'incidente sia 500 anni/reattore e tenuto conto della spesa per evacuazione, indennizzo e smantellamento del reattore, ma non della bonifica ambientale e dello stoccaggio a lungo termine dei detriti radioattivi.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
Il mercato fotovoltaico cinese potrebbe uguagliare quello statunitense nel 2011
Il nuovo schema di sussidi adottato dal governo di Pechino e una rapida discesa dei prezzi dei pannelli fotovoltaici porteranno probabilmente la quantità di nuove installazioni a livelli simili a quelli statunitensi: circa 1.8 GW contro i 2-2.2 GW attesi in USA, un risultato impressionante se si pensa che l'anno scorso erano rispettivamente 480 e 880 MW. Da Agosto esiste una tariffa feed-in che paga circa 13 c€ per ogni kWh prodotto, mentre in precedenza il governo era intervenuto tramite la concessione di prestiti a tassi agevolati o con altre misure atte a stimolare la produzione di pannelli.
L'Europa potrebbe superare gli Stati Uniti come maggior importatore mondiale di petrolio
Un aumento nello sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas naturale sul suolo nazionale, unito a nuovi standard atti a migliorare l'efficienza dei veicoli, potrebbe significare che entro il 2015 il primato di maggior importatore mondiale di petrolio passerà dagli USA all'Europa; la previsione si trova nel rapporto annuale dell'IEA, dove si aggiunge che entro il 2020 il poco invidiabile scettro andrà alla Cina. Nel 2035 la domanda di petrolio a livello mondiale dovrebbe raggiungere i 99 mbpd, per un prezzo di 120 $ al barile.
La Cina incontra ostacoli nella produzione di shale gas
Per arrivare a produrre il 10% del fabbisogno energetico tramite gas naturale, la Cina ha iniziato un ambizioso progetto che dovrebbe vederla estrarre nel 2020 ben 80 miliardi di metri cubi da giacimenti di shale gas, ad oggi non ancora sfruttati; per avere un confronto può essere utile ricordare che questa quantità sarebbe superiore a quanto esportato nel 2010 dal Qatar come LNG (circa 76 miliardi di metri cubi), oppure che sarebbe circa la metà di quanto estratto dal centro e Sud America lo scorso anno. Scarsità d'acqua - da usare in grande quantità nel processo estrattivo - nelle regioni già soggette a siccità, mancanza di esperienza e know-how, incertezza su quantità e qualità delle riserve sono tutti fattori che possono ritardare l'inizio della produzione commerciale di questa risorsa.
IEA: il carbone sarà la principale fonte energetica nel 2035
Secondo le proiezioni del World Energy Outlook 2011 il carbone arriverà a sorpassare il petrolio come principale fonte energetica in circa due decenni. Nel caso la previsione si avveri non si tratterà comunque di una novità, poiché il carbone è stato al primo posto a livello mondiale dal 1800 fino a dopo il 1960; solo negli ultimi 50 anni si è trovato al secondo posto, ma sempre davanti all'uso di gas naturale.
Nucleare
Un incidente nucleare può aumentare il costo di produzione dell'energia
Secondo il parere di alcuni membri della Japan Atomic Energy Commission un incidente nucleare paragonabile a quello verificatosi a Fukushima può costare fino a 47 miliardi di euro; questo comporterebbe un aumento del costo pari a circa 1.5 c€ per kWh prodotto, portando la cifra complessiva a 6.5 c€ e quindi rendendolo superiore a carbone e gas naturale (rispettivamente 5.4 e 5.8 c€/kWh così come stimato nel 2004) per un reattore da 1200 MWhe. Il gruppo ha ipotizzato che il tempo di ritorno per l'incidente sia 500 anni/reattore e tenuto conto della spesa per evacuazione, indennizzo e smantellamento del reattore, ma non della bonifica ambientale e dello stoccaggio a lungo termine dei detriti radioattivi.
Solare, Eolico e altre rinnovabili
Il mercato fotovoltaico cinese potrebbe uguagliare quello statunitense nel 2011
Il nuovo schema di sussidi adottato dal governo di Pechino e una rapida discesa dei prezzi dei pannelli fotovoltaici porteranno probabilmente la quantità di nuove installazioni a livelli simili a quelli statunitensi: circa 1.8 GW contro i 2-2.2 GW attesi in USA, un risultato impressionante se si pensa che l'anno scorso erano rispettivamente 480 e 880 MW. Da Agosto esiste una tariffa feed-in che paga circa 13 c€ per ogni kWh prodotto, mentre in precedenza il governo era intervenuto tramite la concessione di prestiti a tassi agevolati o con altre misure atte a stimolare la produzione di pannelli.
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